Dati ufficiali EEA 2015–2026
Nel 2022 a Taranto l’aria è stata insalubre per 20 giorni. Se hai sentito la gola secca o un affaticamento respiratorio in quelle giornate, non era suggestione: i polmoni di un adulto medio lavorano peggio quando gli indici combinati di PM10 e ozono salgono sopra la soglia. Per chi vive tra Tamburi e il Borgo, quei 20 giorni sono un campanello d’allarme, non un numero astratto.
Include dati provvisori recenti, in attesa di convalida EEA.
Il dato chiave è 20 giorni di qualità dell’aria “insalubre” nell’intero 2022. L’indice complessivo, calcolato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, somma il superamento dei limiti di ozono (519 giorni sopra soglia in tutto il periodo), PM10 (65 giorni) e PM2.5 (24 giorni). Il particolato fine, in particolare, penetra negli alveoli polmonari e può irritare le vie respiratorie per ore.
| contaminante | giorni sopra soglia |
|---|---|
| O3 | 519 |
| PM10 | 65 |
| PM2.5 | 24 |
| NO2 | 0 |
Guardando gli anni precedenti, Taranto ha avuto zero giorni insalubri nel 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021. Il 2022 segna un’impennata che si ripete nel 2023 (7 giorni) e nel 2024 (12 giorni). Le emissioni dell’ex Ilva, unite al vento di libeccio che spinge inquinanti verso il Mar Grande, creano picchi irregolari: non c’è un trend lineare, ma una lenta transizione con brusche recrudescenze.
Nei 20 giorni insalubri, evita di fare jogging o ciclismo lungo viale Magna Grecia o nelle aree vicine allo stabilimento siderurgico. Scegli invece percorsi interni, come il lungomare Vittorio Emanuele III, dove il vento dal mare può disperdere gli inquinanti. Tieni chiuse le finestre nelle ore pomeridiane, quando l’ozono raggiunge il picco.
Di più su PM2.5: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2015-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.