Dati ufficiali EEA 2013–2024
Verona, nel 2015, ha registrato 158 giorni di aria insalubre secondo l'indice complessivo. Questo significa che per più di cinque mesi quell'anno, respirare ha messo alla prova gola e polmoni dei veronesi. È il numero più alto del periodo che va dal 2013 al 2025, un dato che preoccupa in una città crocevia tra pianura padana e Lago di Garda.
Il valore di 158 giorni insalubri nel 2015 rappresenta il picco massimo dell'intera serie. Per fare un confronto diretto, nel 2018 i giorni insalubri sono stati 44, mentre nel 2025 sono scesi a 42. La differenza tra questi anni mostra come la qualità dell'aria a Verona possa variare sensibilmente da un anno all'altro.
| contaminante | giorni sopra soglia |
|---|---|
| PM10 | 798 |
| PM2.5 | 349 |
| NO2 | 0 |
| O3 | 0 |
La serie storica 2013-2025 mostra una tendenza generale al miglioramento, ma con oscillazioni marcate. Dopo il picco del 2015, gli anni successivi si attestano su valori più bassi: 50 giorni nel 2016, 73 nel 2017, 44 nel 2018. Il 2020 e il 2021 tornano a 73 e 51 giorni, mentre gli ultimi anni si stabilizzano tra i 55 e i 66 giorni, con il 2025 che chiude a 42 giorni.
Quando l'indice è alto, il respiro diventa più pesante e il cuore lavora di più: senti quell'irritazione in fondo alla gola dopo una giornata in centro o vicino al nodo autostradale A4-A22. Nei giorni critici, specie d'inverno quando l'aria sembra pulita ma è carica di particelle invisibili da combustione e diesel, scegli percorsi alternativi per i tuoi spostamenti in bicicletta. Spostati verso i quartieri più ventilati vicino al fiume Adige, magari verso Borgo Trento, dove il passaggio d'aria è maggiore rispetto alle zone chiuse vicino allo scalo ferroviario.
Di più su PM2.5: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.