Dati ufficiali EEA 2013–2026
Bologna deve ridurre il PM2.5 di 8,1 microgrammi per metro cubo per centrare i nuovi limiti UE del 2030. La media storica di 18,1 µg/m³ è già oggi fuori legge rispetto ai futuri 10 µg/m³. Per una città stretta tra l’A1 e l’A14, dove le inversioni termiche intrappolano lo smog, questa non è solo una partita di carte bollate: sono polveri che entrano nei polmoni di chi vive tra porta Maggiore e piazza Maggiore.
Il valore chiave è 18,1 µg/m³: questa è la media pluriennale del PM2.5 a Bologna. Per allinearsi al nuovo limite UE del 2030, fissato a 10 µg/m³, la città deve tagliare 8,1 µg/m³. Attenzione: il limite OMS è ancora più severo, ma oggi si parla di legge europea, non di raccomandazione.
La serie mensile mostra un andamento a forbice: da novembre a febbraio si superano spesso i 22 µg/m³, con picco a gennaio di 29,8. In estate si scende sotto i 10 µg/m³, ma il problema è la cappa invernale. Negli anni di regola, Bologna ha sforato sistematicamente il limite giornaliero UE; il 2030 impone un cambio di passo che nemmeno l’effetto “bassa Padana” potrà giustificare.
Non si riducono 8,1 µg/m³ solo cambiando abitudini domestiche. Scegli dove andare a correre: evita i percorsi lungo la tangenziale nelle ore di punta e spostati nei parchi della Grada o di via Perti, dove la vegetazione filtra parte del PM. La vera leva è chiedere che i mezzi pubblici e le ZTL crescano fino a rendere il traffico di transito un ricordo.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.