Dati ufficiali EEA 2013–2026
Roma deve ridurre il PM2.5 di 14,2 microgrammi per metro cubo, pari a 4,2 microgrammi, per centrare il limite UE del 2030. È una riduzione del 29,6% rispetto alla media storica rilevata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente. Per chi abita vicino al GRA o alle consolari, questo significa meno polveri sottili nei polmoni dei bambini e degli sportivi che corrono al Parco degli Acquedotti.
Il dato chiave è la media annuale storica di 14,2 microgrammi per metro cubo di PM2,5 a Roma. Per rispettare il nuovo limite legale UE del 2030, la città deve tagliare 4,2 microgrammi, ovvero una riduzione del 29,6%. Non si parla di obiettivi OMS, più severi, ma del vincolo normativo europeo.
La serie mensile mostra un andamento stagionale tipico: i picchi si registrano a dicembre con 22,9 microgrammi e a gennaio con 21,4, mentre il minimo è a maggio con 9,5. Tra il 2013 e il 2024 Roma ha spesso superato il limite UE annuale di 25 microgrammi, ma oggi il nuovo traguardo del 2030 è più stretto. L'ozono estivo, aggravato dal caldo secco del clima mediterraneo, resta il problema principale in giugno e luglio.
Per ridurre l'esposizione al PM2,5, evita di fare attività fisica all'aperto lungo le grandi arterie come il GRA o la via Cristoforo Colombo nelle ore di punta. Se vivi sul Gianicolo o all'Aventino, sfrutta la ventilazione naturale delle alture: apri le finestre al mattino presto, prima che il traffico intensifichi le polveri sottili.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.