Dati ufficiali EEA 2013–2026
Modena deve ridurre il PM2.5 di 9 microgrammi per metro cubo, pari al 47,3%, per rispettare i nuovi limiti UE 2030. La media annuale storica di 19,0 µg/m³ è quasi il doppio del futuro tetto di 10. Nel cuore della Motor Valley, dove il mito della velocità si fonde con il traffico quotidiano, questo dato chiama in causa ogni motore acceso, da quello di una Ferrari a quello di un'utilitaria in coda in via Emilia.
Per adeguarsi ai limiti UE 2030, il PM2.5 deve scendere da una media di 19,0 a non oltre 10 µg/m³. La riduzione necessaria è di 9 unità, una percentuale del 47,3% rispetto al valore storico. Attenzione: il limite attuale UE è 25 µg/m³, ma per la salute i riferimenti OMS raccomandano 5 µg/m³, ancora più basso.
Le concentrazioni più alte si registrano nei mesi freddi: a gennaio la media è 33,7 µg/m³ e a febbraio 31,3. In estate si scende a 9,5 µg/m³ a maggio e 10,5 ad agosto. Questa oscillazione stagionale, legata alle inversioni termiche invernali, mostra che il grosso dello sforzo di riduzione deve concentrarsi nel periodo autunno-inverno.
Evita di usare il camino o la stufa a legna nelle serate invernali, specie durante le inversioni termiche che intrappolano lo smog. A Modena, i mesi con le medie più alte (novembre 24,3, dicembre 29,6, gennaio 33,7) sono quelli in cui una singola scelta abitativa, come quella di non accendere un focolare, può ridurre il tuo contributo locale al PM2.5.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.