Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Modena nel 2013 i giorni di rischio cardiovascolare alto per chi ha più di 65 anni sono stati 220. Significa quasi due terzi dell'anno, in una città dove il motore della Motor Valley pulsa dentro il traffico urbano e le fabbriche. Per un cuore fragile, l'inverno modenese è il momento più insidioso.
Il dato proviene dal lungo monitoraggio sulla qualità dell'aria tra il 2013 e il 2024. L'indicatore considera le giornate critiche per il sistema cardiorespiratorio, quando le polveri sottili e il biossido di azoto lavorano insieme. La soglia 220 è la media annuale, ma ogni singolo giorno di picco conta per chi supera i 65 anni.
La serie mensile del 2013 mostra un'autentica forbice: a gennaio si toccano 346 giorni di rischio e a maggio scendono a 65. L'autunno è lungo, con novembre a 272 e ottobre a 263. Le inversioni termiche della bassa modenese intrappolano lo smog, trasformando ogni nebbia in un problema concreto per il petto di chi guida poco e respira molto.
D'inverno, se la notte esce la nebbia, evita di accendere il camino a legna o la stufa: le polveri sottili triplicano le giornate di rischio. Meglio tenere le finestre chiuse tra le 18 e le 22, quando il traffico del ritorno a casa si mescola alla cappa ferma sulla città. Per il cuore, conta ogni ora passata fuori dal garage condominiale.
Di più su PM2.5: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.