Dati ufficiali EEA 2013–2026
Nel 2015, a Bologna, la media annuale di PM10 era 31,2 microgrammi per metro cubo. Per un anziano con il sistema cardiorespiratorio fragile, ogni inverno nella Pianura Padana emiliana è una sfida: le inversioni termiche intrappolano gli inquinanti e il nodo autostradale A1-A13-A14 genera NO2 costante. Il dato 2015 rappresenta l'anno di partenza per misurare se il calo delle auto diesel ha davvero alleggerito la vita di chi abita in una delle città più inquinate del Nord.
Il dato principale mostra 31,2 come media di PM10 nel 2015. È un valore che supera la soglia considerata sicura dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, e per un anziano significa giornate in cui l'aria pesa sui bronchi.
La serie dal 2015 al 2024 mostra un netto calo: si parte da 43,9 nel 2015 e si arriva a 20,9 nel 2024. I valori più alti si concentrano nei primi anni (43,9 nel 2015, 38 nel 2016), mentre dal 2020 in poi si stabilizzano sotto i 28. Bologna è porta della Padania: il traffico di transito locale pesa, ma la tendenza è chiara.
Per un anziano bolognese, nei giorni di picco segnalati da Arpae, meglio passeggiare nei portici di via Indipendenza nelle ore diurne, quando il traffico cala. Se in casa c'è una stufa a legna, sostituirla con un sistema a pellet certificato riduce il PM10 che respiri in soggiorno.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.