Dati ufficiali EEA 2013–2026
Napoli deve ridurre il PM2.5 di 11,1 microgrammi per metro cubo per centrare il limite UE 2030. La media storica cittadina, 21,1 µg/m³, supera già il limite attuale di 25 solo nei mesi più critici. Tra Vesuvio, Campi Flegrei e un centro storico ad altissima densità, il rispetto della norma è una sfida quotidiana per chi abita sotto il vulcano.
Il dato principale è la media storica di 21,1 µg/m³, calcolata sul periodo 2013-2024. Per il limite UE 2030 di 10 µg/m³, la riduzione necessaria è di 11,1 µg/m³: un taglio di oltre la metà del valore attuale. Attenzione: i limiti UE sono diversi da quelli OMS, più severi.
La serie mensile mostra due picchi negli anni: gennaio tocca 23,4 µg/m³ e dicembre 24,6 µg/m³, entrambi sotto la soglia legale attuale di 25 ma lontanissimi dal 10 del 2030. Le inversioni termiche primaverili, comuni nella conca napoletana, spiegano il valore di marzo (15,4) e la lenta discesa estiva. Il mese migliore è maggio con 11,5 µg/m³: quasi a ridosso del futuro limite.
Nei mesi di gennaio e dicembre, evita di sostare nelle ore di punta nelle strade strette del centro storico, come via Toledo o i Quartieri Spagnoli. Usa i percorsi pedonali del lungomare Caracciolo, dove il ricambio d'aria è migliore grazie al mare. Per la tua casa, tieni chiuse le finestre durante le inversioni termiche mattutine e usa un purificatore portatile nelle camere.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.