Dati ufficiali EEA 2013–2015
No, Verona non raggiungerà il limite UE 2030 di PM2.5: la proiezione al 2030 indica 99,3 microgrammi per metro cubo, un valore enorme se pensiamo che l'ultimo dato registrato, nel 2015, è 26,764011799410028. E il ritmo di miglioramento non basta: il cambio annuale è di 4,838, ma la strada è ancora lunga. Per chi vive tra l'A4 e l'A22, sotto il peso del traffico e della pianura padana, questo significa polveri sottili che restano nell'aria di casa.
Nel 2015 la media annuale di PM2.5 a Verona è stata 26,764011799410028 microgrammi per metro cubo. Questa particella misura meno di 2,5 micrometri, è invisibile e nasce dalla combustione: caldaie, diesel e biomasse la producono ogni giorno. Da lì passa dai polmoni al torrente sanguigno e mette a rischio il cuore, non solo le vie respiratorie.
La serie storica mostra un percorso a zigzag: nel 2013 il valore era 23,6, nel 2014 è sceso a 21,9, ma nel 2015 è risalito a 26,8. Non c'è una linea retta di miglioramento, ma una fluttuazione che dipende dagli inverni e dal traffico. Il vento da Òra e Peler, che arriva dal Garda, aiuta a spazzare l'aria, ma non basta a invertire la rotta verso il limite UE del 2030.
Nei giorni di scarsa ventilazione, quando il peler non soffia e l'aria sembra ferma sulla città, scegli percorsi lontani dal nodo autostradale A4-A22 per la tua camminata. Preferisci le vie residenziali vicino all'Adige o ai cortili interni, dove il traffico pesante pesa meno. Anche se l'aria sembra pulita, il PM2.5 non si vede: riduci l'esposizione nelle ore di punta, quando i motori diesel lavorano di più.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2015. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.