Dati ufficiali EEA 2013–2026
Verona nel 2013 aveva una media di PM2,5 pari a 23,6 µg/m³, ma al ritmo attuale è improbabile che la città raggiunga il limite UE 2030 entro quella data. Il contrasto è netto: da un lato il beneficio dei venti dal Garda, come l'ora e il peler, che spazzano via parte dello smog; dall'altro il nodo autostradale A4-A22, tra i più trafficati d'Italia, che ogni giorno riversa polveri sottili nei polmoni di chi vive tra il centro e la prima periferia.
Il dato principale riguarda il 2013, quando la media annuale di PM2,5 a Verona è stata di 23,6 µg/m³. Questo valore è superiore al futuro limite UE del 2030, fissato a 10 µg/m³. La strada per dimezzare le polveri sottili in poco più di un decennio è molto ripida.
Guardando la serie storica dal 2013 al 2015, i valori oscillano: si passa da 23,6 µg/m³ nel 2013, a 21,9 µg/m³ nel 2014, fino a un picco di 26,8 µg/m³ nel 2015. Questa non è una linea di miglioramento costante, ma una traiettoria incerta, dove anni buoni e anni cattivi si alternano. Il trend non mostra la discesa netta necessaria per avvicinarsi ai target europei.
Se abiti lungo la direttrice della A4 o della A22, tieni le finestre chiuse nelle ore di punta del traffico, soprattutto la mattina presto e il tardo pomeriggio. Per chi vive nei quartieri a sud della città, vicino allo scalo merci di Verona Porta Nuova, un buon aiuto è posizionare piante da interno come il pothos o la sansevieria, che assorbono parte delle polveri sottili.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.