Dati ufficiali EEA 2013–2026
Il 12 dicembre 2013, a Brescia, l'aria ha raggiunto il suo record: l'indice composito di inquinamento ha toccato 46,4, il valore più alto mai registrato. In quella giornata, la concentrazione massima di PM10 è stata di 195,8 microgrammi per metro cubo. Fu un momento in cui tutti i pezzi del puzzle inquinante si sono allineati insieme, creando una vera emergenza respiratoria per chi vive tra le acciaierie e la cappa padana.
Il dato chiave è l'indice composito di 46,4: un numero che racchiude l'effetto combinato di più inquinanti (PM10, NO2, O3) misurati insieme quel giorno. Il picco di polveri sottili da solo ha raggiunto 195,8 microgrammi per metro cubo, ben oltre il limite giornaliero di 50. È la prova di quanto possa essere grave un giorno in cui l'inquinamento da traffico, industria e stabilità atmosferica si somma.
Osservando la media mensile di dicembre (46,4), si capisce che era un mese già critico, ma il picco del 12 lo ha reso il peggiore di sempre. La serie storica mostra che i mesi invernali restano i più difficili, con gennaio a 48,6 e febbraio a 46,3. Non c'è un netto miglioramento negli anni: la Pianura Padana e l'industria bresciana creano una trappola che si ripete.
Nei giorni di allerta come quello del 12 dicembre 2013, evita di fare attività fisica all'aperto nelle zone a ridosso delle acciaierie o delle fonderie, dove l'aria è più pesante. Se vivi in un quartiere come San Polo o Bornata, tieni le finestre chiuse e usa un purificatore d'aria con filtro HEPA, ma solo nelle ore serali e notturne, quando l'inversione termica intrappola le polveri vicine al suolo. Un consiglio pratico: controlla l'app ARPA Lombardia per vedere quando il vento da nord può spazzare via l'aria sporca.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.