Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia, 357 giorni: nel 2013 l'aria che i bambini respirano ha superato i limiti OMS per 357 giorni su 365. Significa che quasi ogni giorno dell'anno i polmoni in sviluppo di un bambino hanno inalato concentrazioni di PM2,5 giudicate non sicure dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelle acciaierie della zona e nel traffico della città si genera una miscela che resta sospesa, e nei cortili delle scuole elementari i più piccoli fanno ricreazione in quest'aria per tutto l'anno scolastico.
Il valore di 357 giorni superamenti annuali si riferisce al più restrittivo limite OMS per il particolato fine (PM2,5), non al limite legale UE. I dati provengono dalla serie 2013-2024 dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, con verifiche certificate. Il dato è espresso in giorni di superamento della soglia giornaliera OMS, che è molto più bassa e protettiva rispetto a quella normativa europea.
Analizzando la serie storica mensile del 2013, ogni mese ha registrato superamenti: da gennaio con 372 microgrammi per metro cubo a dicembre con 372, passando per febbraio con 339. Non esiste un mese "pulito": la Pianura Padana intrappola le emissioni delle fonderie bresciane e dell'industria pesante lombarda, e l'inversione termica invernale aggrava la concentrazione degli inquinanti.
Per i genitori bresciani: nei giorni con alta concentrazione di PM2,5, segnalati dai bollettini ARPA Lombardia, evitate di programmare le attività sportive all'aperto dei bambini nei pressi delle aree industriali della zona, come il quartiere di San Polo o la zona della Brescia-Padana. Preferite i parchi più lontani dal traffico pesante, come il parco delle Cave o il parco Ducos, dove la vegetazione può offrire una barriera parziale.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.