Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia, 2015: 66,7 microgrammi di NO₂ per metro cubo d'aria. Per un anziano con il cuore già affaticato, in quei 365 giorni ogni respiro era una scommessa, specialmente nei mesi freddi a San Polo o nei quartieri vicino alle acciaierie. Il calo delle auto diesel ha davvero alleggerito quella pressione sul petto di chi ha polmoni fragili e passa l'inverno in casa poco areata.
Nel 2015 la media annuale del biossido di azoto a Brescia era di 66,7 microgrammi per metro cubo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di stare sotto i 40: quel dato superava del 66,7% il limite di sicurezza. Per un anziano, ogni respiro in più di quelle polveri sottili aumenta il rischio di visite al pronto soccorso.
La serie mostra un miglioramento netto: dal 2015 al 2024, il dato è sceso da 66,7 a 31,5 microgrammi per metro cubo. Il calo è costante, con un picco positivo nel 2020 a 30,8, dovuto al lockdown. Oggi il valore è sotto la soglia dei 40, ma la Pianura Padana resta una trappola per i polmoni anziani, con inversione termica che intrappola lo smog.
Per un anziano di Brescia, evitare di uscire nelle ore di punta del traffico vicino a via Milano o corso Zanardelli. Nei giorni di allerta, meglio tenere le finestre chiuse e usare un purificatore d'aria portatile in camera da letto: un investimento che riduce il carico sulle vie respiratorie, specialmente durante i picchi invernali.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.