Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia, 2013: per 281 giorni la qualità dell’aria è risultata insalubre per i bambini. È come se, durante tutto l'anno scolastico da settembre a giugno, quasi ogni giorno i polmoni dei più piccoli fossero sotto stress. Nella «trappola padana», tra acciaierie e traffico, l'inversione termica intrappola lo smog proprio mentre i ragazzi vanno a scuola. Una realtà che pesa sui banchi e nei corridoi.
Nel 2013, a Brescia, si sono contati 281 giorni con aria dannosa per la salute dei minori. Il dato si basa sulle soglie di protezione raccomandate dall'Agenzia Europea per l'Ambiente: un valore molto alto, che copre oltre tre quarti dell'anno. Per un bambino, respirare a Brescia in quel periodo significava farlo in condizioni critiche per la maggior parte dei giorni.
La serie storica mostra un’oscillazione: dopo il picco del 2013 (351 giorni nel 2014, 331 nel 2018), si è scesi a 261 giorni nel 2021 e 264 nel 2022. Restano comunque valori elevati, con un miglioramento non lineare. L'inquinamento colpisce duro nei mesi freddi, quando scuole e attività sono piene: la Pianura Padana, con le sue industrie e l’inversione termica, è un banco di prova continuo.
Se tuo figlio frequenta una scuola vicino a vie trafficate o a fonderie, parla con gli insegnanti per creare un «percorso casa-scuola a basse emissioni». Scegli itinerari che evitano le strade più congestionate nelle ore di punta. A Brescia, sfruttare i cortili interni o i parchi urbani per le ricreazioni può ridurre l'esposizione: ogni piccolo cambio di abitudine conta in questa città.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
Di più su PM2.5: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.