Dati ufficiali EEA 2013–2026
Roma, nel 2013, l’aria fuori casa è stata più inquinata di quella indoor per 54 giorni. Il dato emerge dal confronto con la soglia di 50 µg/m³ di polveri sottili, limite giornaliero raccomandato dall’OMS. Per una famiglia che vive al Gianicolo o sulla Cassia, sapere quanti giorni all’anno l’esterno supera questi livelli aiuta a decidere quando tenere i vetri chiusi.
Il numero di 54 giorni si riferisce alle giornate in cui la concentrazione di PM10 all’esterno ha superato 50 µg/m³ nel 2013. È un valore che racconta la frequenza con cui l’aria della città diventa più pesante di quella che respiri in soggiorno. In quei giorni, aprire le finestre non è un gesto sano.
La serie mensile del 2013 mostra due picchi netti: 176 giorni a dicembre e 140 a gennaio, segno della cappa invernale. D’estate, invece, i superamenti calano a 9 a luglio e 10 ad agosto, quando l’ozono diventa il vero protagonista. Tra aprile e settembre la media è bassa, ma il caldo secco di Roma tiene alta l’attenzione.
A Roma, con l’ozono estivo che sale da testaccina a Monte Mario, tieni le finestre chiuse nelle ore centrali delle giornate di luglio e agosto. Per il resto dell’anno, usa la tenda da sole o il ricambio d’aria notturno per abbassare il caldo senza far entrare smog. Un purificatore con filtro HEPA aiuta nelle serate di dicembre, quando via Cristoforo Colombo è intasata.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.