Dati ufficiali EEA 2013–2026
Genova, 2013: per 29 giorni l'aria fuori casa è stata più inquinata di quella tipica indoor. In quell'anno, il 7,9% dei giorni ha superato la soglia di 50 microgrammi, rendendo l'aperto meno respirabile del salotto di casa. Tra il porto commerciale, terzo in Italia, e le valli del Bisagno e Polcevera, il respiro di una famiglia genovese si gioca ogni giorno nella scelta tra finestra aperta o chiusa. Il mare pulisce, ma quando il vento cala, gli inquinanti restano intrappolati nelle strette vie cittadine.
Il dato chiave del 2013 racconta che su 365 giorni totali, ben 29 hanno avuto una concentrazione di PM10 superiore a 50 µg/m³. Questa percentuale del 7,9% indica quando l'aria esterna è risultata nettamente peggiore di quella che si respira in un ambiente domestico ben ventilato. È il numero che ti dice: oggi a Genova fuori non è meglio che dentro.
La serie storica mensile mostra una chiara stagionalità: i mesi invernali come gennaio e marzo registrano 372, mentre aprile e giugno scendono a 360. I valori più alti si concentrano nei periodi freddi, quando il riscaldamento domestico e le calme di vento intrappolano lo smog nelle valli urbane. L'estate invece, con luglio e agosto a 372, beneficia delle brezze marine che spazzano via le polveri.
Per le famiglie genovesi, tieni d'occhio il calendario della ventilazione: quando il vento di libeccio soffia da sud-est, apri le finestre perché il mare ti regala aria pulita. Nei giorni di calma piatta, specialmente tra ottobre e marzo, tieni chiuse le finestre e usa un purificatore d'aria in camera da letto. Il tuo calendario domestico: finestre spalancate nei pomeriggi estivi, ma serrate quando la nebbia si infila tra i carruggi.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.