Particolato fine PM2.5 · serie storica 2015–2022 · fonte EEA
Respirare a Reggio Calabria significa inalare una media annua di particelle sottili pari a 10,4 microgrammi per metro cubo d’aria. Un valore che, pur non superando la soglia di allarme, resta un campanello d’allarme per la nostra salute.
La media storica del PM2.5 a Reggio Calabria è di 10,4 ug/m3, un dato che supera del -31% il limite OMS di 15 ug/m3. Tradotto: l’aria è migliore del limite raccomandato, ma ogni microgrammo in più aumenta i rischi per polmoni e cuore.
Dal 2015 al 2022 l’aria è migliorata: siamo passati da 11,1 ug/m3 a 9,2 ug/m3, con una variazione del -17%. Una buona notizia, anche se c’è ancora spazio per fare meglio.
Il giorno peggiore registrato in questi anni non è disponibile, ma la qualità dell’aria resta sotto controllo. Non significa sia innocua: anche senza picchi estremi, il PM2.5 agisce come un nemico silenzioso.
Nell’ultimo anno sono stati solo 2 i giorni sopra la soglia OMS giornaliera di 25 ug/m3. Un numero basso, ma bastano poche giornate di aria pesante per aumentare il carico di sostanze tossiche nei nostri polmoni.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 sono polveri sottili più piccole di 2,5 micron: invisibili a occhio nudo, entrano nei polmoni e nel sangue. A Reggio Calabria, la media di 10,4 ug/m3 è sotto il limite OMS annuale di 15 ug/m3, ma tenere d’occhio i picchi quotidiani è fondamentale per la prevenzione.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 8 centraline di monitoraggio di Reggio di Calabria. Serie 2015–2022, 2,477 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.