Particolato fine PM2.5 · serie storica 2015–2022 · fonte EEA
Ad Acri, la concentrazione di polveri sottili ha superato ormai da anni ogni parametro di sicurezza, e il dato che deve far riflettere è che la media storica si attesta a 13,6 microgrammi per metro cubo di PM2.5.
La media storica di 13,6 ug/m3 è comunque inferiore del 9% rispetto al limite OMS di 15 ug/m3. Questo significa che, in media, l'aria di Acri è stata poco sotto la soglia di sicurezza, ma il margine è strettissimo.
C'è una buona notizia: la qualità dell'aria sta migliorando. Nel 2015 la media era di 15,7 ug/m3, mentre nell'ultimo anno, il 2022, è scesa a 13,5 ug/m3, con un miglioramento complessivo del -14% nel periodo.
Il giorno peggiore è stato il 12 maggio 2017, quando le PM2.5 hanno raggiunto 71,8 ug/m3, un valore quasi triplo rispetto al limite massimo giornaliero dell'OMS. Una giornata critica per chiunque abbia problemi respiratori.
Nell'ultimo anno, quello del 2022, ci sono stati solo 3 giorni con concentrazioni superiori alla soglia OMS giornaliera di 25 ug/m3. Un numero basso, ma che non cancella il rischio per la salute.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è una polvere sottile, più piccola di un capello, che penetra nei polmoni e nel sangue, danneggiando cuore e apparato respiratorio. I dati che vedete misurano la media di 2541 giorni in 8 centraline sparse per la città: un quadro affidabile di come l'aria che respiriamo si sia evoluta tra il 2015 e il 2022.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 8 centraline di monitoraggio di Acri. Serie 2015–2022, 2,541 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.