Dati ufficiali EEA 2015–2026
Taranto ha rispettato il limite dei 35 giorni di superamento PM10 in 4 anni su 4. Questo significa che la città, simbolo dell’inquinamento industriale del Sud, ha tenuto la legge europea dalla sua parte per l’intero periodo considerato. Per chi vive sotto le ciminiere dell’ex Ilva, è un segnale che la transizione normativa sta producendo effetti concreti sulla qualità dell’aria.
Include dati provvisori recenti, in attesa di convalida EEA.
Il dato chiave parla di 4 anni in regola sui 4 totali. Il peggior anno registrato è il 2015, con 12 giorni di superamento, lontano dal limite legale di 35. La tabella mostra una forbice che va dai 12 giorni del 2015 ai 3 giorni del 2026, tutti sotto la soglia UE.
La serie storica indica una riduzione progressiva: si passa dai 12 giorni del 2015 ai 5 del 2022, fino ai 3 del 2026. Il vento di libeccio che spazza verso il Mar Grande aiuta a disperdere le polveri, ma il merito principale resta il calo delle emissioni industriali. Taranto non ha mai superato la soglia annuale, dimostrando che la conformità normativa è possibile.
Anche se la legge è rispettata, l’OMS raccomanda limiti molto più stretti dei 35 giorni UE. Scegli percorsi pedonali lontani dal polo siderurgico, zone come il lungomare Vittorio Emanuele III, dove il vento pulisce l’aria. Tieni d’occhio i bollettini Arpa Puglia nei giorni di calma di vento, perché il PM10 può accumularsi nel quartiere Tamburi.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2015-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.