Dati ufficiali EEA 2013–2026
Napoli, 482,9 microgrammi per metro cubo: questo è il livello di PM2,5 che si supera solo nel 10% dei giorni peggiori tra il 2013 e il 2024. Capita nei momenti di massima emergenza, quando la lenta circolazione tra il Vesuvio e i Campi Flegrei trattiene tutto. In quei giorni, respirare per strada o affacciarsi al balcone in un vicolo del centro storico può diventare un fastidio per la gola e per gli occhi.
Il picco di 482,9 microgrammi per metro cubo di PM2,5 è stato registrato il primo gennaio 2017. Per capirci, la media annuale a Napoli si assesta molto più in basso: a gennaio si viaggia su 23,4, a dicembre su 24,6. Il 482,9 rappresenta l'eccezione, il giorno in cui più inquinanti si accumulano insieme, creando un vero e proprio blocco.
La media mensile più alta si ha a dicembre con 24,6 e a gennaio con 23,4, mentre tra maggio e giugno si scende fino a 11,5 e 14,8. Negli anni, il valore medio non crolla, ma sono gli sbalzi improvvisi a fare la differenza: le inversioni termiche primaverili e i giorni senza vento incassano tutto lo smog, compresi ossidi di azoto e ozono, in un mix che colpisce tutto insieme.
Nei giorni di alta pressione e scarsa ventilazione, tieni chiusi gli infissi sul quartiere più trafficato e concentra le uscite nelle ore del primo pomeriggio, quando il sole mitiga l'accumulo notturno. Se hai bambini o anziani in casa, evita di farli giocare nei cortili interni quando l'aria è ferma: in quei momenti, anche il vialetto tra i palazzi trattiene le polveri come una buca vulcanica.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.