Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Verona il livello di PM2.5 che si supera solo nel 10% dei giorni peggiori è di 112,0 microgrammi per metro cubo, registrato il 10 gennaio 2015. In quella giornata, la combinazione tra traffico sulla A4-A22 e la stagnazione dell’aria prima dell’arrivo del peler ha creato una miscela tossica di polveri sottili, biossido di azoto e ozono. Per chi vive tra piazza Bra e l’Arena, un valore del genere significa che l’aria che respiri in casa può essere quasi irrespirabile senza filtrazione.
Il valore di 112,0 è la soglia di PM2.5 raggiunta nel 10% dei casi peggiori tra il 2013 e il 2024. I dati della European Environment Agency mostrano che in gennaio si è toccata la media mensile più alta, pari a 38,1 microgrammi. A Verona, il PM2.5 non arriva mai da solo: nei giorni di picco si somma spesso a sforamenti di NO2 e ozono.
La serie annuale mostra che i mesi invernali sono i critici: dicembre ha una media di 40,2 e gennaio di 38,1, mentre luglio si ferma a 16,4. Il miglioramento nei mesi caldi è reale, ma il dato del 2015 rimane il record assoluto del decennio. La posizione di Verona, tra la pianura padana e il Garda, fa sì che l’aria peggiori quando il vento cala e il traffico turistico riempie il nodo autostradale.
Nei giorni con PM2.5 sopra 100, evita di fare attività fisica nelle ore di punta vicino a Porta Nuova o lungo il percorso della A4. Tieni chiuse le finestre che danno sul traffico e usa un purificatore d’aria con filtro HEPA in camera da letto. Zona San Zeno e il centro storico sono più esposti: se devi spostarti, scegli le ore serali quando il peler rimescola l’aria.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.