Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Padova, nei giorni peggiori, il livello di PM2.5 raggiunge 193,0 — quello che si supera solo nel 10% dei giorni. Siamo nella pianura veneta, tra Brenta e Bacchiglione, dove nebbie e inversioni intrappolano l’aria peggiore dentro la città. Per chi abita in centro o vicino a via Venezia, quei picchi multipli significano respirare insieme polveri sottili, biossido di azoto e ozono in un cocktail simultaneo che colpisce i polmoni di tutti.
Il valore di 193,0 microgrammi per metro cubo è stato misurato il 6 gennaio 2013, il giorno peggiore registrato a Padova tra il 2013 e il 2024. Questa cifra supera di quasi quattro volte il limite giornaliero raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è di 15 microgrammi. È un dato che descrive un’emergenza acuta, non una media.
La serie mensile mostra che i mesi più critici sono gennaio con 52, dicemembre con 47,8 e febbraio con 43,4 — l’inverno padovano concentra il 70% del carico annuale. Da aprile a settembre i valori scendono sotto i 16,4, ma la combinazione con le nebbie autunnali e il traffico industriale della vicina Mestre crea giornate di doppio picco in cui PM2.5 e NO2 si sommano. La tendenza è stabile negli anni, senza miglioramenti netti.
Nei giorni con nebbia fitta a Padova, tieni chiuse le finestre verso il Bacchiglione e usa un purificatore d’aria con filtro HEPA in camera da letto. Se devi studiare in biblioteca o andare in palestra, controlla i dati in tempo reale della centralina di via Euganea prima di uscire: il doppio picco dell’inquinamento spesso arriva nel pomeriggio. Evita di fare jogging lungo il parco di Prato della Valle quando l’indice di PM2.5 supera i 50.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.