Dati ufficiali EEA 2013–2026
Bologna: nei giorni peggiori il PM2.5 raggiunge 36,0 microgrammi per metro cubo, valore superato solo nel 10% dei giorni tra il 2013 e il 2024. In una mattina di gennaio come quella del 28 gennaio 2019, tra la nebbia della pianura e i fumi del nodo A1-A13-A14, respiri una miscela che il tuo corpo sente subito. Chi corre ai Giardini Margherita o porta i bambini a scuola sa che certi giorni l’aria pesa sugli occhi e sulla gola.
Il dato chiave è il 90° percentile del PM2.5, pari a 36,0 µg/m³. Significa che solo 1 giorno su 10 supera questa soglia, mentre per il restante 90% dei giorni i livelli sono inferiori. Non è una media, ma il picco che si raggiunge nei momenti critici, quando smog e inversioni termiche si sommano.
La serie mensile mostra una forte stagionalità: gennaio tocca 29,8 µg/m³ di media, dicembre 26,6, mentre luglio scende a 10,9. Bologna, porta della Padania, vive i picchi invernali quando il traffico di transito si unisce al riscaldamento e all’aria ferma. A giugno e luglio, però, l’ozono (O3) sale e si aggiunge al PM, creando giorni di doppia emergenza.
Nei giorni peggiori a Bologna, controlla l’indice combinato (PM + NO2 + O3) sui display ai Portici di via Indipendenza o sulle app locali. Se vedi un doppio picco, evita di tagliare a piedi il nodo autostradale all’ora di punta e preferisci un percorso nei parchi come la Montagnola, dove il verde filtra le polveri.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.