Dati ufficiali EEA 2013–2026
Milano 159,3: questo è il livello di PM2.5 nei giorni peggiori, il valore che si supera solo nel 10% dei giorni. Quel 30 gennaio 2017 è stato un giorno di emergenza simultanea, quando polveri sottili, biossido di azoto e ozono si sono sommati. Per chi vive tra Porta Nuova e i Navigli, respirare in quelle ore significava mandare ai polmoni un cocktail micidiale. Giornate così non sono eventi isolati, ma colpi che la città incassa ripetutamente.
Il dato 159,3 microgrammi per metro cubo è il picco assoluto registrato a Milano tra 2013 e 2024. Per capire la gravità: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una media giornaliera di 15. Quel valore supera di circa 10 volte la soglia sicura. In una sola giornata, l’esposizione equivale a settimane di smog urbano.
La serie storica mostra che i mesi peggiori sono dicembre con 40,9 e gennaio con 43,9, mentre agosto segna il minimo a 11,6. Il picco di 159,3 cade nel cuore dell’inverno, quando l’inversione termica intrappola gli inquinanti sotto la nebbia della Pianura Padana. Non c’è un trend netto di miglioramento: i valori restano alti e imprevedibili, con annate che alternano cali improvvisi a rialzi violenti.
Nei giorni di allerta PM2.5, evita di correre o andare in bici in zone come Corso Buenos Aires o via Padova, dove il traffico amplifica il rischio. Scegli i parchi interni, come il Parco Sempione, che filtrano meglio l’aria grazie agli alberi. Se puoi, posticipa le commissioni alle ore più pulite, dopo un temporale o un forte vento da nord.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.