Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia, il valore soglia superato solo nel 10% dei giorni peggiori è **130,8** microgrammi per metro cubo, registrato il 30 gennaio 2017. In quei giorni d’emergenza, la Pianura Padana diventa una trappola: l’inversione termica blocca le polveri sopra acciaierie, fonderie e PMI manifatturiere. Respirare significa introdurre nei polmoni un aerosol industriale che supera di oltre 13 volte il limite annuale raccomandato dall’OMS.
Il valore critico di **130,8** microgrammi per metro cubo rappresenta il picco di PM2,5 che si verifica solo nel 10% dei giorni a Brescia. Per dare un termine di paragone, la soglia giornaliera di sicurezza dell’OMS è di 15 microgrammi: quel valore è quasi 9 volte superiore.
La serie mensile mostra una doppia emergenza invernale: a gennaio la media tocca **39,4** e a dicembre **38,3**, mentre in estate il PM2,5 scende sotto i **14** microgrammi a settembre. Non è solo polvere fine: nei mesi freddi lo smog si combina con il traffico e le emissioni industriali, creando una miscela di PM, NO2 e ozono che si sovrappone nei picchi doppi.
Nei giorni in cui l’aria si accumula come una cappa su Brescia, evita di fare attività fisica all’aperto vicino alle aree industriali di via Milano o nei pressi delle acciaierie. Se devi uscire, indossa una mascherina FFP2 e, quando torni a casa, cambia i vestiti esterni prima di sederti: le polveri finiscono sui tessuti.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.