Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Parma, il livello di PM2.5 che si supera solo nel 10% dei giorni peggiori è stato di 167,0 microgrammi per metro cubo, registrato il 31 gennaio 2017. Questo valore, misurato nella città della nebbia e del culatello, non è un numero astratto: parla di quei giorni in cui l'inquinamento da particolato, ossidi di azoto e ozono si somma in un cocktail pericoloso. Per chi corre al Parco Ducale o porta i bambini a scuola, è il segnale che l'aria può pesare subito, non solo nei polmoni.
Il dato di 167,0 µg/m³ di PM2.5 rappresenta il picco massimo registrato nell'intero periodo tra il 2013 e il 2024. È un livello che, per legge, viene considerato molto grave: basta pensare che il limite medio annuale raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è di 5 µg/m³. Qui stiamo parlando di oltre 33 volte quel valore in un singolo giorno d'inverno.
La media mensile più alta a Parma si è toccata a gennaio con 32,1 µg/m³, seguita da febbraio con 30,1 e dicembre con 29,8. I mesi estivi, invece, scendono sotto i 13 µg/m³. La nebbia invernale e i blocchi di aria fredda intrappolano gli inquinanti, e il PM2.5 segue questa stagionalità spietata: nei mesi caldi, l'aria respira meglio, ma il dato peggiore resta quello di una singola giornata di fine gennaio.
Nei giorni con nebbia fitta e indici di PM2.5 alti, evita di tenere le finestre aperte troppo a lungo, ma non sigillare la casa. Un consiglio pratico per Parma: tieni d'occhio i dati del monitoraggio Arpae e, nei pomeriggi invernali, preferisci una passeggiata al coperto al centro commerciale di via Emilia Est piuttosto che un giro in bicicletta lungo la pista ciclabile di Strada Garibaldi. Controlla sempre l'indice combinato di PM10, NO2 e ozono, non solo il singolo dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.