Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Brescia l’aria è peggiore in inverno, con un indice di PM10 pari a 0,9. Il freddo intrappola le polveri sottili nelle zone delle acciaierie e della Padana, dove l’inversione termica blocca tutto. Per chi vive vicino alle fonderie, respirare durante i mesi più gelidi significa caricare i polmoni di particelle sottili. I bambini e gli anziani avvertono subito il peso di questo inverno industriale.
Nei mesi invernali il PM10 medio a Brescia tocca 45,2 microgrammi per metro cubo, un valore che supera i limiti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ozono estivo, invece, arriva a 91,5 microgrammi per metro cubo con un indice stagionale di 0,76. La differenza è netta: l’inverno ha l’aria più sporca, ma l’estate non è da sottovalutare per l’ozono.
| giorni pm10 sopra50 inverno | giorni o3 sopra120 estate |
|---|---|
| 605 | 118 |
Guardando i dati dal 2013 al 2024, l’indice invernale di qualità dell’aria a Brescia ha oscillato tra 0,76 e 1,1, senza un miglioramento costante. L’inverno rimane la stagione critica, con 605 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 oltre i 50 microgrammi. L’ozono estivo ha registrato 118 giorni sopra la soglia dei 120 microgrammi, un problema meno frequente ma presente.
In inverno, evita di fare jogging o portare i bambini ai giardini pubblici nelle ore serali, quando l’inversione termica è più profonda. Scegli percorsi lontani dalle acciaierie e dalle vie del traffico pesante di via Milano. Preferisci le ore del primo pomeriggio, quando il sole riscalda e l’aria si mescola un po’.
Di più su PM10: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.