Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Napoli, in inverno l’aria è peggiore che in estate, con un indice di 0,69 contro lo 0,57 estivo. Il PM10 invernale tocca 34,3 microgrammi per metro cubo, un dato che pesa sulla salute respiratoria di chi vive tra vicoli stretti e Via Toledo. D’inverno, tra caldaie accese e traffico in corteo, la città soffre una cappa che si accumula ai piedi del Vesuvio.
Il valore medio di PM10 nei mesi invernali a Napoli è 34,3, mentre l’ozono estivo si attesta a 68,8. Il confronto tra i due indici, 0,69 per l’inverno e 0,57 per l’estate, mostra che la stagione fredda è la più critica. I giorni con PM10 oltre 50 in inverno sono 525, contro i 455 giorni estivi con ozono sopra 120.
| giorni pm10 sopra50 inverno | giorni o3 sopra120 estate |
|---|---|
| 525 | 455 |
Guardando la serie dal 2013 al 2024, l’indice invernale è sceso da 0,97 a 0,55, segnando un miglioramento netto. Tuttavia, la geologia vulcanica di Napoli e le inversioni termiche primaverili intrappolano ancora gli inquinanti del centro storico. Il ciclo annuale si legge chiaro: la cappa invernale resta il nemico principale, mentre l’ozono estivo, pur presente, è meno insidioso.
D’inverno, evita di sostare agli incroci affollati di Piazza Garibaldi nelle ore di punta, dove il traffico è più intenso. Se fai jogging, scegli il lungomare di Via Caracciolo nelle mattine di tramontana, quando il vento spazza via le polveri sottili. Meglio limitare le passeggiate nei vicoli del centro nelle sere di calma di vento, tipiche di gennaio.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.