Dati ufficiali EEA 2013–2026
Padova, nel 2015 non ha rispettato il limite UE per il PM2.5. Con 146 giorni di superamento dei valori giornalieri, la città veneta ha toccato uno dei picchi peggiori del decennio. Le nebbie invernali tra Brenta e Bacchiglione intrappolano le polveri sottili, rendendo l'aria della pianura padana spesso irrespirabile per chi vive tra Prato della Valle e le arcate dello studio universitario.
Il dato del 2015 mostra una media annuale di PM2.5 che ha superato il limite legale di 25 µg/m³ fissato dall'Unione Europea. I mesi invernali sono stati i peggiori: gennaio ha registrato una media di 52 µg/m³ e febbraio 43,4 µg/m³, più del doppio della soglia annuale.
La serie mensile del 2015 rivela una fortissima stagionalità: da novembre a febbraio le concentrazioni restano costantemente sopra i 34,5 µg/m³, mentre in estate calano sotto i 15 µg/m³. Questo andamento è tipico della pianura veneta, dove le inversioni termiche autunnali e invernali creano una trappola per gli inquinanti. Rispetto al limite OMS di 10 µg/m³, nessun mese dell'anno lo ha rispettato.
Quando le nebbie autunnali avvolgono la città e la visibilità si riduce, evita di fare jogging lungo i Prati della Valle o lungo le rive del Bacchiglione. In quelle ore, l'attività fisica all'aperto aumenta l'inalazione di PM2.5. Preferisci una passeggiata nei portici del centro o negli spazi chiusi degli orti botanici.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.