Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Taranto, il picco massimo di ozono ha raggiunto 181,17 microgrammi per metro cubo il 4 luglio 2019. Quel giorno la concentrazione di ozono è stata la più pericolosa mai registrata in città tra il 2013 e il 2024. Per le famiglie che vivono tra le acciaierie dell’ex Ilva e il Mar Grande, l’ozono estivo è un nemico invisibile che brucia i polmoni.
Il 4 luglio 2019, la centralina di Taranto ha misurato 181,17 microgrammi per metro cubo di ozono. La media giornaliera di luglio si attesta a 119,6, ma quel giorno il valore è esploso ben oltre la soglia di allarme. Se confrontiamo con i mesi freddi, dicembre tocca solo 69,7: l’ozono d’estate può triplicare.
L’ozono a Taranto segue una stagionalità netta: parte da 75,8 a gennaio e sale gradualmente fino a 119,6 a luglio, per poi scendere a 69,7 a dicembre. Il picco del 4 luglio 2019 è un record assoluto nel periodo 2013-2024, senza episodi consecutivi di durata simile. Nei decenni di battaglie legali sull’inquinamento industriale, questo dato segna il giorno peggiore per l’ozono.
Nei pomeriggi di luglio, quando l’ozono sale sopra 180 come nel 2019, evitate di correre o andare in bici lungo le strade vicine allo stabilimento siderurgico. Se abitate a Tamburi o in città vecchia, chiudete le finestre verso nordovest tra le 12 e le 18. Per proteggere i bambini, programmate le uscite al mattino presto, quando l’ozono è ancora sotto controllo.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.