Dati ufficiali EEA 2013–2026
No, al ritmo attuale Torino non raggiungerebbe il limite UE 2030 per il PM2.5, con un valore medio annuale fermo a 19,5 microgrammi per metro cubo nel 2024. Sei incassato ai piedi delle Alpi Cozie, dove le inversioni termiche intrappolano l’aria in inverno e la Fiat ha cementato il traffico urbano. Per i tuoi polmoni e quelli dei bambini, ogni piccolo miglioramento conta. Respirare qui significa vivere in una trappola geografica alpina, ma con un dato che piano piano scende.
La media annuale di PM2.5 a Torino è scesa da 24,7 microgrammi per metro cubo nel 2013 a 19,5 nel 2024. Questa riduzione media annua di -0,483 microgrammi è ancora troppo lenta per raggiungere il limite previsto per il 2030. La traiettoria mostra un miglioramento reale, ma non abbastanza rapido da garantirci l’obiettivo.
Dal 2013 al 2024, la serie storica mostra un calo netto: si passa da un picco di 34 microgrammi nel 2017 a 21,1 nel 2024. Il 2020 ha segnato un minimo di 20 microgrammi, seguito da una lieve ripresa a 23,8 nel 2022, ma poi è tornato a scendere a 20 nel 2023 e 21,1 l’anno scorso. La tendenza è di miglioramento, ma la strada verso il limite UE rimane lunga.
Con questo dato e la trappola alpina di barriera, evita di correre o andare in bici lungo corso Unità d’Italia o via Nizza nelle ore di punta, specialmente d’inverno con inversione termica. Se hai un balcone, pianta edera o un piccolo bosso: le foglie catturano parte del PM2,5 e riducono l’esposizione in casa. Monitora i valori giornalieri e scegli percorsi nei parchi come il Valentino, dove l’aria è meno stagnante.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.