Dati ufficiali EEA 2013–2025
A Capodanno a Padova la probabilità di avere smog è dell'83,3%: su 12 anni monitorati, ben 10 hanno registrato lunghi giorni di eccesso. Questo significa che, nella città tra Brenta e Bacchiglione, il rischio di festeggiare sotto una cappa di polveri sottili è altissimo. La pianura veneta, seconda solo a quella lombarda per accumulo di PM, con le sue nebbie autunnali e le inversioni termiche, trasforma spesso i giorni di festa in giorni da mascherina.
Il dato parla chiaro: su 12 anni di osservazioni (dal 2013 al 2024), il 1° gennaio di 10 anni ha visto valori di PM10 sopra i limiti. La probabilità dell'83,3% è calcolata su questo rapporto diretto tra giorni di eccesso e totale di anni. La media storica del periodo è di 88,6 microgrammi per metro cubo, e l'anno peggiore è stato il 2017, con una punta di 140.
Guardando la serie storica, il quadro è altalenante ma con una luce in fondo al tunnel. Si va dal picco del 2017 (140) al minimo del 2024 (32), passando per anni come il 2015 (79) e il 2018 (64). Negli ultimi anni si nota una tendenza alla diminuzione dei valori massimi, pur con oscillazioni legate alle condizioni meteorologiche invernali. Il 2022 (44) e il 2024 (32) suggeriscono che le feste stanno diventando meno polverose, ma la variabilità resta alta.
Dato che l'inverno padovano è sinonimo di inversione termica, in quei giorni di festa evita di programmare la corsetta lungo il Bacchiglione nelle ore serali, quando l'aria è più ferma. Se i davanzali di casa, tra il Portello e Specola, mostrano uno strato di polvere, meglio ridurre le passeggiate con i bambini nei cortili interni e preferire attività al chiuso. Le feste si godono anche aprendo lo spumante sul divano, con le finestre chiuse e magari un purificatore in salotto.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2025. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.