Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Milano, il giorno di Capodanno la probabilità di avere smog è dell'83,3%: su 12 anni analizzati, 10 hanno registrato un superamento dei limiti per il PM10. Questo significa che, statisticamente, è molto più probabile festeggiare con l'aria pesante piuttosto che con il cielo pulito. Per chi ha bambini o anziani in casa, il brindisi di mezzanotte può coincidere con un picco di particolato che si respira per tutta la notte.
Il dato chiave è la media storica del PM10 al giorno di Capodanno: 101,4 microgrammi per metro cubo. Il limite giornaliero per la protezione della salute è di 50 microgrammi, quindi il valore medio è circa il doppio. L'anno peggiore è stato il 2020, con 180,4 microgrammi per metro cubo: un livello che può irritare subito occhi e gola, specie dopo ore passate all'aperto.
Guardando la serie dal 2013 al 2024, i valori oscillano molto da un anno all'altro: si va dai 34,5 del 2018 ai 161,3 del 2017. L'andamento non è lineare, ma la Pianura Padana con le sue inversioni termiche invernali resta il teatro principale: quando l'aria è ferma e il riscaldamento acceso, il particolato si accumula nei bassi strati. Il traffico delle tangenziali e i cantieri cittadini contribuiscono con polveri grossolane che si rimescolano proprio nei giorni di festa.
Se il 31 dicembre i dati della centralina di via Senato sono in rosso, pensa a spostare il giro dei fuochi d'artificio: il momento peggiore è subito dopo mezzanotte, quando la resuspensione delle polveri è massima. Meglio una cena in casa con amici, vista la conformazione a conca di Milano che trattiene l'aria stagnante: le finestre possono attendere la mattina del 1° gennaio, quando il traffico è quasi azzerato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2026. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.