Dati ufficiali EEA 2013–2026
Parma nel 2013 registrava una media annuale di PM10 pari a 35,5 microgrammi per metro cubo. La gola e i polmoni dei parmigiani, già messi alla prova dalle nebbie invernali tipiche della pianura emiliana, subivano lo stress di un valore che sfiorava il limite di legge. Per chi cammina sotto i portici del centro o aspetta il bus fuori da scuola, ogni respiro contava di più in quegli anni.
Il dato chiave parla chiaro: a Parma nel 2013 la concentrazione media di PM10 è stata di 35,5 µg/m³, misurata in 346 giorni di rilevazione. È un valore prossimo al limite annuale di 40, che significa per le vie respiratorie una sollecitazione quasi quotidiana, un martellamento invisibile ma concreto.
Osservando dal 2013 al 2024, la media annuale si è ridotta fino a toccare 26,8 nel 2023 e 27,4 nel 2024. Un calo netto, sebbene con oscillazioni: si è passati dal 37,2 del 2017 al 28,9 del 2021, segno che l'aria in città respira meglio, ma la strada è ancora lunga.
Nei giorni di nebbia fitta, quando l'umidità trattiene il particolato, scegliere di muoversi a piedi nelle ore meno trafficate, come la tarda mattinata, evita di affaticare i polmoni con un carico extra. Dopo una pedalata in piazza Garibaldi, un sorso d'acqua aiuta a lenire la gola.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.