Dati ufficiali EEA 2013–2026
La più lunga emergenza smog da NO2 a Torino è durata 271 giorni consecutivi, dal 22 agosto 2016 al 19 maggio 2017. Con una media di 63,8 µg/m³ in quel periodo, la città ha respirato aria pesante per nove mesi quasi ininterrotti. Le Alpi Cozie hanno bloccato i venti, intrappolando i gas di scarico nelle vie-canyon come corso Moncenisio all'ora di punta. Chi ha vissuto quell'autunno e quell'inverno lo ricorda con la gola irritata e il respiro corto.
Include dati provvisori recenti, in attesa di convalida EEA.
La serie più lunga registrata a Torino tocca 271 giorni di fila con NO2 elevato, tra l'agosto 2016 e il maggio 2017. La media di riferimento in quella finestra è 63,8 µg/m³, un valore che supera di gran lunga i limiti di legge. Le altre emergenze lunghe si fermano a 244 giorni (dal 9 settembre 2013 al 10 maggio 2014) e 219 giorni (dal 25 agosto 2014 al 31 marzo 2015). Il dato è chiaro: quando il traffico non si ferma, la città resta sotto una cappa di biossido di azoto che infiamma i bronchi e scatena l'asma.
| inizio serie | fine serie | giorni consecutivi | anno |
|---|---|---|---|
| 2016-08-22 | 2017-05-19 | 271 | 2016 |
| 2013-09-09 | 2014-05-10 | 244 | 2013 |
| 2014-08-25 | 2015-03-31 | 219 | 2014 |
La serie storica dal 2013 al 2026 mostra un calo netto: si parte da 351 giorni di esposizione nel 2013 e si scende fino a 157 nel 2025, con il 169 nel 2024. L'anno 2026 segna un crollo a 76 giorni, un valore che spezza la consuetudine torinese. Nel mezzo, il 2020 con 209 giorni e il 2021 con 236 mostrano che la ripresa del traffico dopo la pandemia ha rialzato la curva, senza però tornare ai picchi di inizio decennio. Torino respira meglio, ma il percorso è ancora irregolare e legato alle scelte di mobilità.
Se percorri viale Juvarra o corso Regina Margherita nelle ore di punta, la tua trachea assorbe NO2 dal tubo di scappamento delle auto ferme ai semafori. Nei giorni con 76 o 157 giorni di criticità, sposta la passeggiata mattutina nei parchi collinari come il parco del Valentino, dove il verde diluisce i gas. Evita di aprire le finestre verso le strade principali tra le 8 e le 10, quando i motori freddi emettono di più: meglio gli spazi interni con piante come la sansevieria, che tollera l'aria torinese e filtra le tossine.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.