Dati ufficiali EEA 2013–2026
Roma deve ridurre il PM2.5 di 2,5 microgrammi per mettere la sua media attuale di 12,5 in linea con i nuovi limiti UE 2030. È il traguardo normativo che separa la capitale dal rispetto del quadro comunitario, un obiettivo che riguarda il respiro di ogni famiglia. Nei quartieri dove il traffico scorre fitto e le caldaie lavorano, quelle polveri invisibili entrano nelle case e nei polmoni. Per i bambini che vanno a scuola lungo il lungotevere, ogni frazione conta.
La media attuale di PM2.5 a Roma è di 12,5 microgrammi per metro cubo. Il limite UE che entrerà in vigore nel 2030 fissa il valore massimo a 10, quindi il divario da colmare è esattamente di 2,5 microgrammi. Superare questo scarto significa non solo adeguarsi alla legge, ma anche ridurre il carico di particelle fini che ogni giorno attraversano la barriera polmonare.
La serie storica mensile mostra una chiara stagionalità: i picchi si concentrano a dicembre (22,9) e gennaio (21,4), quando le caldaie e le auto diesel aumentano le emissioni. I valori più bassi si toccano a maggio e settembre, con 9,5 e 10,7, ma la media annuale resta comunque sopra il target 2030. Nessun mese dell'anno, guardando i dati, cade stabilmente sotto la soglia dei 10 per l'intera stagione fredda.
Per ridurre quei 2,5 punti, la scelta più concreta nel contesto romano è usare meno l'auto nei giorni di cuscinetto tra autunno e inverno, quando le polveri salgono senza che l'aria sembri sporca. Sfrutta le linee metro e i bus elettrici nelle tratte che collegano i quartieri periferici al centro. Se devi spostarti, valuta il car pooling con i colleghi: il traffico rallenta e le emissioni calano senza aspettare leggi nuove.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.