Dati ufficiali EEA 2013–2026
Torino deve ridurre il PM2.5 di 13,9 microgrammi per metro cubo per centrare il nuovo limite UE al 2030. Questo significa tagliare del 58,2% la media storica di 23,9 µg/m³ registrata negli anni passati. È una sforbiciata che pesa sulla vita quotidiana in una città incassata tra le Alpi Cozie e la Mole, dove le inversioni termiche trattengono le polveri come in una tinozza.
Il valore medio storico del PM2.5 a Torino è stato di 23,9 microgrammi per metro cubo. Il nuovo obiettivo Ue per il 2030 fissa un limite annuale di 10 µg/m³. Per rispettarlo, la città deve ridurre il proprio carico inquinante di 13,9 µg/m³, pari al 58,2% del dato attuale.
La serie mensile mostra un andamento a forbice: d’inverno si toccano picchi come 47,1 a dicembre e 43,7 a gennaio, più del doppio dell’obiettivo 2030. Da giugno ad agosto i valori scendono sotto i 15 µg/m³, con un minimo di 11,1 a maggio. Il problema non è omogeneo: serve un intervento che colpisca soprattutto i mesi freddi, quando la cappa alpina intrappola le emissioni.
Se vivi in zona Crocetta o in Barriera, puoi controllare i livelli di PM2.5 sull’app Arpa Piemonte prima di correre al Parco del Valentino, dove la concentrazione varia molto. Nei giorni di superamento, evita di tenere le finestre aperte nelle ore di punta del traffico (8:30-9:30 e 17:30-18:30), specie se abiti in corso Regina Margherita o corso Unità d’Italia.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.