Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia deve ridurre il PM2,5 di 12,8 microgrammi per metro cubo per raggiungere il nuovo limite UE 2030. Ciò significa tagliare del 56,1% la sua media storica di 22,8 microgrammi. Per una famiglia tra le vie del centro o nei quartieri di San Polo e Sant'Eufemia, questo è un obiettivo che incide sulla salute di chi ogni giorno porta i bambini a scuola o fa la spesa a cielo aperto. Senza questo taglio, Brescia resterebbe fuori legge per almeno altri sei anni.
La media annuale storica del PM2,5 a Brescia è di 22,8 microgrammi per metro cubo. Per rispettare il limite UE 2030 di 10 microgrammi, servono 12,8 microgrammi in meno. In percentuale, la riduzione necessaria è del 56,1% rispetto al valore attuale.
La serie mensile mostra il picco invernale a gennaio con 39,4 microgrammi, ben sopra il limite. I mesi estivi, come agosto con 11,3 microgrammi, sono gli unici vicini all'obiettivo 2030. Il problema è strutturale: per 10 mesi su 12 i valori superano la soglia UE, con una coda lunga da ottobre a marzo.
Per ridurre il PM2,5 in casa, evita di accendere caminetti o stufe a legna nelle serate di dicembre e gennaio, quando la media sale a 38,3 microgrammi. Usa elettrodomestici a basse emissioni e, se puoi, scegli mezzi pubblici o bicicletta per spostarti da via Corsica a piazza Vittoria: ogni auto in meno abbassa la media annuale di quel 56,1% necessario.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.