Dati ufficiali EEA 2013–2024
La settimana più inquinata di sempre a Bologna in inverno per PM10 e PM2.5 è quella dal 2017-01-28 al 2017-02-03, con un PM10 medio di 126,7. Siamo nel cuore della Pianura Padana, dove l'inversione termica trattiene tutto: il particolato del riscaldamento domestico si somma alle emissioni del nodo A1-A13-A14, e l'aria che respiriamo diventa una miscela densa. Per chi vive in centro o vicino ai viali di circonvallazione, quei giorni significano occhi che bruciano e gola irritata al solo uscire di casa.
Il valore medio di PM10 di quella settimana è stato di 126,7 microgrammi per metro cubo. Questo numero supera di oltre il doppio il limite giornaliero europeo di 50, pensato per la salute umana. È un dato che parla di una settimana intera, non di un picco isolato: per sette giorni consecutivi, la città ha respirato un'aria che il nostro corpo non è progettato per gestire.
La serie storica 2013-2024 mostra che quella del 2017 non è un'eccezione ma il punto più alto di un problema ricorrente. Nel 2021-01-16 il valore era di 66,4, nel 2020-01-10 di 62,8: numeri alti, ma circa la metà del picco del 2017. La stagione fredda è il periodo critico per eccellenza, quando la Pianura Padana diventa una conca chiusa e l'aria si stratifica.
Quando l'aria è così carica, la cosa più utile è ridurre le fonti di combustione: evita di usare il camino o la stufa a legna nei giorni di stagnazione atmosferica, anche se è gennaio. Per spostamenti brevi, lascia l'auto in garage e usa la bicicletta: il tratto urbano tra le Due Torri e la stazione è percorribile in pochi minuti, e ogni scarico evitato conta. Per i più sensibili, le giornate con valori sopra i 100 sono il momento di spostare l'attività fisica al chiuso, magari nelle palestre comunali vicino ai Giardini Margherita.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.