Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia nel 2013 ha registrato 91 giorni critici di PM10 per i lavoratori all’aperto. Un operaio di una fonderia della zona industriale o un bracciante nei campi della bassa bresciana ha passato oltre tre mesi a respirare aria con concentrazioni giornaliere superiori ai limiti. Per chi lavora turni di 8 ore all’aperto, gennaio e febbraio sono i mesi peggiori, con medie mensili che superano 50 microgrammi per metro cubo.
Il valore di 91 giorni critici per l'anno 2013 significa che in quasi un quarto dell’anno la soglia giornaliera di 50 µg/m³ di PM10 è stata superata nei punti di misurazione urbani. La media di gennaio è stata di 54,1, seguita da febbraio con 51,4 e dicembre con 52,6. I mesi centrali dell’anno, come maggio e giugno, scendono rispettivamente a 21,6 e 25, mostrando un netto calo estivo.
La serie evidenzia una chiara stagionalità: i mesi invernali (gennaio, febbraio, dicembre) superano sistematicamente 50 µg/m³ per via delle inversioni termiche e delle emissioni industriali dell’area padana. Marzo si attesta a 41,5, mentre da aprile a settembre le concentrazioni calano sotto 30. L’assenza di dati per agosto (nessun valore) è un vuoto nella serie, ma i mesi a cavallo della stagione fredda restano i più rischiosi per chi lavora all’esterno.
Se lavori in un reparto esterno o in un cantiere a Brescia, tieni d’occhio i bollettini ARPA nei mesi di gennaio, febbraio e dicembre. Chiedi al tuo capoturno di organizzare una pausa in un ambiente filtrato quando il dato orario supera 50 µg/m³. In inverno, meglio concentrare le mansioni all’aperto nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 15, quando l’inversione termica si attenua.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.