Dati ufficiali EEA 2013–2026
Torino 2013: i lavoratori all’aperto hanno respirato PM10 critico per 107 giorni all’anno. Per un operaio in cantiere a Mirafiori o un fattorino in centro, significa un turno su tre con polveri oltre i limiti. Il problema si ripete nei mesi freddi, quando l’aria resta intrappolata tra le Alpi Cozie e le ciminiere. Chi lavora fuori, giorno dopo giorno, accumula una esposizione che il passante non conosce.
Il dato chiave è 107 giorni di superamento del limite PM10 nel 2013. Il valore medio annuale di quel periodo non è registrato nei dati, ma i singoli mesi mostrano picchi invernali: gennaio a 65,8 microgrammi per metro cubo e dicembre a 66,3. Queste cifre indicano una concentrazione alta di polveri sottili, nocive per chi le respira per ore durante il lavoro.
La serie dal 2013 mostra che i mesi più critici per l’esposizione sono gennaio, febbraio e dicembre, con valori sopra 56. I mesi estivi scendono: maggio tocca 20 e giugno 24,7. Non ci sono dati per agosto, ma il pattern stagionale è chiaro: d’inverno la conca torinese trattiene le polveri, e i turni all’aperto diventano più rischiosi.
Se lavori in strada o in cantiere a Torino, tieni d’occhio il bollettino PM10 nei mesi freddi e chiedi al tuo datore di turnare le attività nelle ore meno inquinate, tipo dopo le 11. Usa mascherine FFP2 nei giorni di accumulo. Evita di fare pause pranzo all’aperto in corso Regina Margherita nelle ore di punta.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.