Dati ufficiali EEA 2013–2026
Nel 2015, Trieste registrava una media annuale di biossido di azoto di 30,1 µg/m³, e da allora il miglioramento per gli anziani è stato evidente. Per un polmone fragile, ogni punto di NO₂ in meno è una boccata d’ossigeno. La bora, che spazza via gli inquinanti, non basta: nelle calme di giornata il porto e il traffico pesante da est si fanno sentire, specie d’inverno.
La media annuale di NO₂ a Trieste è passata da 30,1 µg/m³ nel 2015 a 21,4 µg/m³ nel 2024. Il biossido di azoto irrita le vie respiratorie e può peggiorare tosse e affanno in chi ha un cuore o polmoni delicati. I numeri mostrano una riduzione netta e costante, senza eccezioni.
I dati raccolti tra il 2015 e il 2024 disegnano una curva in discesa: 30,1 nel 2015, 27,7 nel 2016, fino a 24,6 nel 2019 e poi 21,9 nel 2020. Dopo un lieve rimbalzo a 25,9 nel 2021, la tendenza è ripresa, toccando 21,4 nel 2024. La riduzione più marcata è avvenuta nei primi cinque anni, con un calo di circa 8,5 µg/m³.
Per un anziano a Trieste, nei giorni senza bora e con traffico intenso da piazza Libertà, meglio tenere le finestre chiuse e usare un purificatore d’aria portatile. Controllate i bollettini della qualità dell’aria locale e, se possibile, fate le passeggiate nelle ore dopo la bora, quando l’aria è più pulita.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.