Dati ufficiali EEA 2013–2026
Immagina una persona anziana che trascorre le feste di Natale chiusa in casa, con il caminetto acceso per scaldarsi. Per 17 giorni, tra il 12 e il 28 dicembre 2015, l’aria di Trieste è stata così malsana da mettere a serio rischio il cuore e i polmoni dei più fragili.
Nel 2015, Trieste ha vissuto la sua più lunga crisi di smog ad alto rischio cardiovascolare: 17 giorni consecutivi di allerta. Durante quel periodo, la media delle particelle sottili (PM2.5) ha raggiunto i 40,2 microgrammi per metro cubo, un valore molto superiore ai limiti di sicurezza.
| anno | giorni racha massima |
|---|---|
| 2013 | 4 |
| 2014 | 7 |
| 2015 | 17 |
| 2016 | 11 |
| 2018 | 4 |
| 2019 | 7 |
| 2020 | 8 |
| 2021 | 3 |
| 2022 | 8 |
| 2023 | 11 |
| 2024 | 5 |
Tra il 2013 e il 2024, la situazione è stata altalenante. Il 2015 resta l’anno peggiore, con 52 giorni totali di alto rischio, ben più dei 29 del 2013 e dei 27 del 2024. La massima concentrazione di giorni critici in sequenza è stata quella del 2015 (17 giorni), seguita dall’11 giorni del 2016.
Per le persone con sistema cardiorespiratorio fragile, durante le ondate di smog prolungate come quella del 2015, evitate di areare la casa nelle ore più inquinate, soprattutto al mattino presto. Tenete sempre a portata di mano i farmaci per il cuore e la respirazione, e limitate le uscite all’aperto.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.