Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia ha toccato il suo record invernale la settimana dal 27 gennaio al 2 febbraio 2017, con una media di PM10 di 124,2 microgrammi al metro cubo. Per capire: il limite giornaliero per la protezione della salute è 50. Qui la media di sette giorni è stata quasi due volte e mezza sopra. Chi vive in città, specialmente chi lavora o studia vicino alle acciaierie o alle fonderie, ha respirato aria pesante per giorni interi, senza pausa notturna.
Il dato principale è il PM10 medio settimanale: 124,2 µg/m³ nella settimana 27 gennaio – 2 febbraio 2017. A confronto, il valore massimo raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per la media giornaliera è 45; quello italiano per l'anno è 40. In quella settimana ogni singolo giorno è stato una piccola emergenza respiratoria.
| inizio settimana | fine settimana | pm25 medio settimana | anno |
|---|---|---|---|
| 2013-12-13 | 2013-12-13 | 80,8 | 2013 |
La serie storica 2013-2024 mostra che Brescia non ha più raggiunto un picco così alto dopo il 2017. Nel dicembre 2013, per esempio, il PM2.5 medio settimanale era stato di 80,8 µg/m³. Il miglioramento c'è, ma resta lento. L'inversione termica invernale, combinata con le emissioni dell'industria pesante e del traffico, crea ancora oggi episodi critici in pianura Padana.
Nei giorni con alti livelli di PM10 come quelli del record 2017, evita di fare attività fisica all'aperto nelle ore serali e notturne, quando l'inversione termica intrappola gli inquinanti. Se abiti vicino a un'area industriale (per esempio tra il centro e la zona delle acciaierie), tieni le finestre chiuse e usa un purificatore d'aria con filtro HEPA. La salute dei polmoni si difende con pause programmate, non con l'abitudine.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.