Dati ufficiali EEA 2013–2026
Bari, 160,33 microgrammi per metro cubo: questo è il picco massimo di ozono mai registrato in città, toccato il 10 agosto 2017. In quel periodo, l'aria più pericolosa per il respirarla si concentrò proprio nei giorni più caldi dell'estate barese, quando il sole cuoceva su lungomare Nazario Sauro e nei quartieri lontani dal mare. Per chi vive a Bari, quella data segna il momento in cui l'ozono ha messo più a dura prova i polmoni di bambini e anziani.
Il valore di 160,33 è il record assoluto per Bari tra il 2013 e il 2024, misurato come media oraria massima. L'ozono non ha un colore né un odore, ma a questa concentrazione diventa un nemico invisibile per le vie respiratorie. I dati mostrano che agosto 2017 è stato il mese più critico, con il picco concentrato in pieno Ferragosto.
La serie storica mensile rivela che l'ozono a Bari è più alto da maggio a luglio, con un picco medio di 112,5 in luglio e 111,1 in giugno. Il 2017 non è stato un caso isolato: i valori estivi superano regolarmente la soglia di attenzione, ma il record del 10 agosto 2017 resta insuperato. Non c'è un trend netto di peggioramento, ma ogni estate porta con sé il rischio di nuovi episodi acuti.
Dato che il record è caduto in piena estate, il consiglio è di programmare le passeggiate sul lungomare o le corse al parco 2 giugno prima delle 10 del mattino o dopo le 18, quando il sole cala. In quelle ore, l'ozono si riduce perché la reazione chimica che lo produce rallenta. Se vivi a Bari vecchia o al quartiere San Paolo, dove il caldo si accumula tra i palazzi, tieni le finestre chiuse nelle ore centrali dei giorni più torridi.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.