Dati ufficiali EEA 2013–2026
Bari ha registrato il suo picco massimo di biossido di azoto (NO₂) il 22 dicembre 2023, con un valore di 115,9 microgrammi per metro cubo. Quel venerdì pre-natalizio il traffico in città ha raggiunto un livello critico per la salute di chi cammina o vive vicino a corso Vittorio Emanuele. Per un bambino che torna da scuola o per un anziano che fa la spesa, respirare quell’aria per ore significa esporre i polmoni a un carico tossico eccezionale.
Il giorno peggiore mai registrato dal 2013 a Bari ha toccato 115,9 µg/m³ di NO₂, più del doppio del limite medio annuale. La media mensile di dicembre 2023, pari a 32 µg/m³, era già la più alta dell’anno. Il dato si riferisce a una centralina di fondo urbano posizionata in una zona ad alto scorrimento veicolare.
La serie storica mensile mostra che i valori peggiori si concentrano nei mesi freddi: dicembre ha una media di 32 µg/m³, contro i 19,4 di agosto. In autunno e inverno l’aria si ristagna nei vicoli del centro, intrappolando gli scarichi delle auto e dei vecchi riscaldamenti a gasolio. Il miglioramento estivo non cancella il fatto che, nel 2023, il picco è stato il più alto dal 2013.
Quando l’inquinamento tocca questi livelli, evita di passeggiare intorno a piazza Umberto o lungo il lungomare nelle ore di punta serali. Scegli percorsi interni, come via Sparano o le traverse del Borgo Murattiano, dove il verde e la distanza dal traffico riducono l’esposizione. Se devi portare i bambini a scuola il 22 dicembre, usa la mascherina FFP2 per il tratto più trafficato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.