Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Brescia, il mese di gennaio conta solo 3 giorni buoni su 368 per aprire le finestre, pari allo 0,8% del periodo. In inverno l'aria in casa può diventare più insalubre di quella esterna, a causa della scarsa ventilazione e della caldaia accesa. Tra acciaierie e traffico, la trappola padana trattiene gli inquinanti proprio nei mesi freddi. La scelta di quando arieggiare diventa un gesto domestico cruciale per la salute.
Il dato chiave è la percentuale di giorni con aria "buona" a gennaio: lo 0,8% significa appena 3 giornate favorevoli su 368 osservate. In questi giorni le polveri sottili restano sotto la soglia di sicurezza per le vie respiratorie. Per il resto del mese, l'aria esterna è peggiore di quella interna.
La serie storica mensile mostra una netta stagionalità: da gennaio (39,4 microgrammi) a dicembre (38,3), i valori più alti si concentrano nei mesi invernali. I minimi si toccano ad agosto, con 11,3, e a maggio, con 12,4. L'inquinamento cala drasticamente da aprile a settembre, quando l'inversione termica si attenua.
A Brescia, nei mesi di gennaio e dicembre, apri le finestre solo nelle ore centrali della giornata, dopo il passaggio dei mezzi pesanti sulle vie industriali. Scegli momenti con vento da nord-est, che spazza via le polveri della Val Padana. Tieni d'occhio i bollettini Arpa: i 3 giorni buoni di gennaio potrebbero cadere dopo una pioggia.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.