Dati ufficiali EEA 2013–2026
Gennaio a Milano segna il minimo dell’ozono, con una media di 25,8 microgrammi per metro cubo. È il mese più freddo, quando le inversioni termiche della Pianura Padana intrappolano gli inquinanti vicino al suolo. Il traffico delle tangenziali e dell’area C produce molto NO2, che consuma l’ozono impedendogli di formarsi. Per questo, nei mesi invernali l’ozono è basso, mentre esplode in estate.
Il valore massimo medio di ozono è di 25,8 µg/m³ a gennaio. Si tratta del dato più basso dell’intero anno, lontanissimo dai picchi estivi: a luglio si arriva a 136,1 µg/m³. L’ozono segue il ciclo della luce solare e della temperatura.
La serie mensile mostra una chiara stagionalità: l’ozono cresce da febbraio (46) fino al culmine a luglio (136,1), poi scende rapidamente a dicembre (16,4). L’unico mese senza picchi è gennaio, con il minimo assoluto. Milano, con le sue inversioni termiche invernali, vive due volti dell’inquinamento: PM10 e NO2 d’inverno, ozono d’estate.
A gennaio, l’ozono non è un problema, ma attenzione allo smog: limita l’uso dell’auto nelle ore di punta delle tangenziali e scegli i mezzi pubblici o la bicicletta. Il vero nemico invernale è il PM10: controlla le targhe alterne e aerare casa nelle ore più calde, dopo le 11.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.