Dati ufficiali EEA 2013–2026
Milano deve ridurre le sue concentrazioni di PM2.5 di 16,5 microgrammi per metro cubo per centrare il nuovo limite UE del 2030. Questo numero rappresenta il divario tra la media storica cittadina di 26,5 μg/m³ e l'obiettivo legale di 10 μg/m³ fissato da Bruxelles. Per oltre un decennio la città ha superato anche il vecchio limite annuale di 25 μg/m³, rendendo la sfida normativa una questione concreta per chi vive tra il Duomo e i Navigli. Rispettare la legge europea significa dimezzare l'inquinamento che ogni giorno entra nei polmoni dei milanesi.
Il dato chiave è la media storica del PM2.5 a Milano, pari a 26,5 μg/m³ nel periodo 2013-2024. Questo valore supera il limite attuale di 25 μg/m³, ma per il 2030 l'Unione Europea impone un tetto di 10 μg/m³: un taglio netto di 16,5 μg/m³.
La serie mensile mostra un andamento stagionale marcato, con i picchi a gennaio (43,9 μg/m³) e dicembre (40,9 μg/m³), quando il traffico e il riscaldamento domestico si sommano alla scarsa ventilazione della Pianura Padana. I mesi estivi, come agosto (11,6 μg/m³) e luglio (12,8 μg/m³), registrano valori più bassi, ma restano comunque sopra il futuro limite UE.
Per ridurre il PM2.5, Milano deve agire sul riscaldamento domestico: sostituire le vecchie caldaie a gas con pompe di calore o allacciarsi al teleriscaldamento pulito sono scelte concrete. Quando la qualità dell'aria peggiora, come a gennaio, evita di usare il camino a legna in centro: è una fonte diretta di PM2.5 che pesa sul bilancio annuale della tua zona.
Di più su PM2.5: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.