Dati ufficiali EEA 2013–2026
Padova, 2013: 77 giorni critici di PM10 per chi lavora all’aperto. Per un operaio edile o un rider sotto i portici di via Roma, significa oltre due mesi di esposizione a livelli che superano il limite giornaliero. Le nebbie invernali della pianura tra Brenta e Bacchiglione intrappolano le polveri sottili, e chi passa l’intero turno fuori le respira ora dopo ora.
Nel 2013, l’EEA ha registrato 77 giorni di superamento del valore critico di PM10 a Padova. Per i lavoratori esterni, ogni giornata con una media superiore a 50 µg/m³ conta come esposizione diretta e continua. A gennaio il dato mensile era 65,2, a dicembre 58,5: i mesi più duri per chi opera nei cantieri o nei campi.
La serie dal 2013 mostra picchi nei mesi freddi: gennaio 65,2 e febbraio 56,9, poi una discesa fino a maggio (21,3). Giugno e luglio si stabilizzano intorno a 25,3 e 24,8, ma novembre risale a 44,4. Per chi lavora su turni esterni, il rischio occupazionale si concentra da novembre a febbraio, quando le inversioni termiche bloccano l’aria sopra la pianura veneta.
Se lavori all’aperto a Padova, in inverno tieni d’occhio le previsioni di smog sui cartelloni di piazza delle Erbe. Nei giorni con 65,2 di media come gennaio 2013, chiedi al datore di spostare le mansioni pesanti nelle ore meno inquinate, tipo metà mattina. Una mascherina FFP2 durante le pause aiuta a ridurre l’accumulo, specie sui cantieri lungo il Bacchiglione.
Confronta la tua citta con il resto del paese, dato per dato.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.