Dati ufficiali EEA 2013–2026
Torino 44: nel 2014, dal 4 dicembre al 16 gennaio 2015, i bambini hanno vissuto 44 giorni consecutivi con l'aria irrespirabile. Le scuole e i patii di gioco sono diventati trappole per i polmoni dei più piccoli, che respirano il doppio di un adulto. La città, incassata ai piedi delle Alpi Cozie, è una pentola a pressione geografica: i venti da ovest sono bloccati dalla barriera montana e lo smog ristagna per settimane.
In quei 44 giorni senza tregua, i livelli di PM2,5 hanno raggiunto una media di 51,7 microgrammi per metro cubo. Il valore limite raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è 15 microgrammi: i bambini di Torino ne hanno respirati più del triplo per un mese e mezzo. Non si tratta di una punta occasionale, ma di un'emergenza continua che ha tenuto l'infanzia chiusa in casa.
| inizio racha | fine racha | giorni consecutivi | anno |
|---|---|---|---|
| 2014-12-04 | 2015-01-16 | 44 | 2014 |
| 2018-12-11 | 2019-01-13 | 34 | 2018 |
| 2015-11-24 | 2015-12-26 | 33 | 2015 |
Guardando la serie dal 2013 al 2024, Torino resta una delle città più inquinate d'Italia per le polveri sottili. Il 2017 ha toccato 169 microgrammi annui di PM10, il picco assoluto del periodo analizzato. Tuttavia, dal 2020 si nota un calo progressivo: 2022 è a 138, 2023 e 2024 scendono a 98, segno che le misure per il traffico iniziano a dare frutti.
Quando l'allerta smog scatta, non tenere i bambini chiusi in casa con le finestre sigillate: le polveri sottili filtrano comunque. Portali nei cortili interni o nei parchi meno trafficati, lontano da corso Francia e corso Giulio Cesare, dove le auto sono una fonte diretta di particolato. Usa la mascherina FFP2 durante i brevi spostamenti e scegli orari di basso traffico, come le 14-16, quando l'inversione termica è meno forte.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.